Mediolog-IA
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Descrizione
Il volume si propone di collocare l’Intelligenza Artificiale all’interno di una più ampia storia dei media, analizzandola come naturale prosecuzione del lungo processo evolutivo tecnoculturale che attraversa la modernità e mostrando come ogni medium emerga da una tecnologia solo a livello embrionale, per poi trovare la sua piena maturità negli usi, nelle visioni del mondo, tanto con le paure quanto con le speranze.
L’IA viene così accostata ad altri momenti di svolta nella storia dei media, come l’invenzione della stampa, la diffusione del romanzo, l’arrivo della televisione o la nascita dei videogiochi. Come accade ciclicamente a ogni nuova forma mediale, non stupisce quindi che anche l’IA venga accolta da reazioni di panico morale, secondo dinamiche già descritte da illustri studiosi: ad ogni ondata innovativa si associa, cioè, il timore che il nuovo strumento sovverta valori consolidati a livello sociale e politico, adducendo come pretesti il rischio di generare alienazione o di una potenziale perdita di controllo. Tuttavia, queste paure, oltre a ripetersi regolarmente, si rivelano spesso frutto di cronocentrismo, ovvero della convinzione che le sfide del presente siano le più decisive perché le più vicine a livello temporale, trascurando le capacità storiche di adattamento e rinegoziazione della società e in ultima analisi dell’essere umano in quanto specie. Lungi dal rappresentare una discontinuità assoluta, l’Intelligenza Artificiale è dunque da leggere come tappa coerente di una lunga genealogia mediologica: i dataset di addestramento non sono altro che la sedimentazione dei nostri stessi comportamenti culturali; le dinamiche algoritmiche riproducono, pur talvolta esasperandole, logiche sociali già esistenti; i lavori a rischio sostituzione riflettono l’automazione di pratiche che la società stessa aveva già reso alienanti; il timore della falsificazione del reale si innesta in un sistema informativo già ampiamente opaco; le polemiche sul ruolo creativo della macchina ignorano decenni di svalutazione sistematica delle professioni artistiche.
In tal senso, la mediologia consente di contestualizzare l’IA: di inserirla nella trama storica che lega tecnologia, società e immaginario, recuperando un approccio che, anziché alimentare il panico, cerca di tessere i fili del passato e del presente per leggere con maggiore lucidità i mutamenti in corso. Solo adottando tale prospettiva è possibile abbandonare le scorciatoie cognitive e immaginare futuri meno oscuri e più consapevoli.
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