GABRIELE D’ANNUNZIO PENSATORE POLITICO

20.00

Descrizione

Individuare l’effettivo pensiero politico di Gabriele d’Annunzio significa delinearlo e distinguerlo dagli altri complessi aspetti di un temperamento articolato e di un’in‐dole debordante: quelli del poeta, del comandante militare – usualmente intercon‐nessi nell’appellativo del “poeta‐soldato” –, senza dimenticare altre rilevanti dimensioni, quali l’esteta, il giornalista, il pioniere della comunicazione pubblicitaria, lo stesso politico attivo.
Navigando nel mare magnum dell’opera dannunziana e della storia della relativa critica, si è indagato su quale sia stata l’effettiva concezione dello Stato e della so‐cietà di uno dei protagonisti più discussi e controversi del panorama culturale e politico italiano, a cavallo tra Ottocento e Novecento, che egli stesso non aiuta certo a far comprendere per la vita vissuta, con bulimica velocità, “come un’opera d’arte”, per il suo linguaggio “immaginifico” e per le troppe strumentalizzazioni degli interpreti delle diverse fazioni.
Dall’analisi testuale, si evince l’idea di una mentalità mazziniana in d’Annunzio, at‐traverso la quale si può comprendere anche la profonda differenza tra il “patriot‐tismo” di d’Annunzio e il “nazionalismo” di Mussolini, nomi accostati più dai tempi comuni e dagli interessi interpretativi di quanti credono di poterli o volerli sovrap‐porre, che da idee politiche e da intimi modi di percepire la realtà da parte dei due, invero tra loro profondamente divergenti e strutturalmente incompatibili.
Tale diversità viene posta in luce attraverso un esame esegetico e concettuale delle opere e degli scritti più propriamente politici, da cui emerge l’ispirazione patriottica di stampo risorgimentale che caratterizza l’intero d’Annunzio politico, pronto a condividere l’aspirazione di libertà a favore di qualsiasi popolo oppresso.

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